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Fabbricato rurale: che cos’è e l’obbligo di accatastamento

Fabbricato rurale: che cos’è e l’obbligo di accatastamento

Ferrati Srl si occupa della costruzione di edifici, tra questi vi sono anche gli edifici rurali e agricoli, ma per essi vi sono particolari requisiti da tenere in considerazione, analizziamo con questo articolo quali sono.

Anche se iscritto al Catasto Fabbricati, il fabbricato rurale non produce alcun reddito.

Infatti, il reddito dominicale dei terreni ad essi collegati è comprensivo della loro rendita.

Secondo la definizione, un fabbricato, per essere “rurale”, deve soddisfare i requisiti stabiliti nella L. 133/94.

In pratica, i fabbricati con uso abitativo sono considerati “rurali” se:

  • Vengono utilizzati come abitazione dal proprietario del fondo collegato o titolare di altro diritto reale;
  • Vengono utilizzati per tale uso dal socio della società agricola;
  • Vengono utilizzati dai familiari conviventi;
  • Vengono utilizzati dai titolari di pensione di tipo agricolo.

Devono poi essere rispettati i seguenti requisiti:

  • La superficie del fondo agricolo collegato deve essere di almeno 10.000 mq;
  • Il fondo situato in un comune montano;
  • Il volume del reddito maggiore alla metà del reddito del conduttore del fondo;
  • L’abitazione non deve essere di lusso, cioè nelle categorie A/1 o A/8;
  • Se sul fondo insiste più di un’abitazione è necessario che la superficie non superi gli 80 mq.

Obbligo di accatastamento dei fabbricati rurali

Il comma 14-ter dell’art. 13 del D.L. 06/12/2011, n. 201 (convertito in legge dalla L. 214/2011) obbliga i proprietari/comproprietari di fabbricati rurali ancora censiti al Catasto terreni, a registrare gli stessi al Catasto fabbricati tramite la procedura DOCFA (si tratta di immobili per i quali l’obbligo di censimento al Catasto fabbricati non sussisteva).

Sono esclusi dall’obbligo dichiarativo, i fabbricati che non costituiscono oggetto di inventariazione, cioè, a meno che non presentino una ordinaria ed autonoma suscettibilità reddituale, i seguenti immobili:

  • manufatti con superficie coperta inferiore a 8 m2;
  • serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale;
  • vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni;
  • manufatti isolati privi di copertura;
  • tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 m, purché di volumetria inferiore a 150 m3;
  • manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo;
  • fabbricati in corso di costruzione o di definizione;
  • fabbricati che presentano un accentuato livello di degrado.

Conseguenze dell’inadempimento

Il successivo comma 14-quater dell’art. 13 del D.L. 201/2011 disciplina le conseguenze dell’eventuale inottemperanza all’obbligo di dichiarazione, stabilendo che in tal caso gli uffici provinciali dell’Agenzia provvedono, con oneri a carico dell’interessato, all’iscrizione in catasto dell’immobile non accatastato, ovvero alla verifica del classamento delle unità immobiliari segnalate, notificando le risultanze del classamento e la relativa rendita, sulla base del disposto di cui all’art. 1, commi 336 e seguenti, della L. 30/12/2004, n. 331.

Per maggiori informazioni riguardo la costruzioni di un fabbricato rurale, contatta gli esperti di Ferrati Srl:

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